AREE EDIFICABILI: IL POTERE ACCERTATIVO DELL’ENTE

QUESITO: si è rivolto allo studio un contribuente raggiunto da un avviso di accertamento emesso dal Comune in cui  viene  contestato il valore delle aree edificabili dichiarato. Il contribuente infatti procede al calcolo dell’IMU sulle aree in base ad un valore di euro 70 al mq mentre l’Ente accerta un valore di 120 mq. Ricevuto l’avviso il contribuente verifica i valori delle aree determinati  nella delibera della Giunta e nota che l’Ente accerta un valore superiore rispetto a quello contenuto in Delibera che è di euro 100 al mq.

Poiché la Delibera ha la mera finalità di autolimitare il potere accertativo dell’Ente, il contribuente ci chiede se l’accertamento su un valore superiore a quello inserito in Delibera non sia da ritenersi illegittimo in quanto emesso oltre i limiti del  potere accertativo dell’Ente.

 

RISPOSTA:  l’art. 59 comma 1 lettera g) del Dlgs 446/1997 recita che: “con regolamento adottato a norma dell’art. 52 i Comuni possono determinare periodicamente e per zone omogenee i valori venali in comune commercio delle aree fabbricabili, al fine della limitazione del potere di accertamento dell’Ente qualora l’imposta sia stata versata sulla base di un valore non inferiore a quelle predeterminato, secondo criteri improntati al perseguimento dello scopo di ridurre al massimo l’insorgenza di contenzioso”.

Dal tenore letterale della norma si evince che il Comune è obbligato ad attenersi al valore delle aree determinato in Delibera, e dunque non legittimato a procedere ad accertamenti oltre tale valore, solo nel caso in cui il contribuente versi l’imposta sulla base di un valore non inferiore a quello determinato dall’Ente.

Non è questo il nostro caso. Infatti il contribuente versa l’imposta su un valore inferiore rispetto a quello determinato in Delibera, legittimando dunque il Comune a procedere ad un accertamento sulla base di un valore non corrispondente a quello deliberato.

E’ evidente che, in tale circostanza e a pena di nullità dell’avviso emesso, il Comune dovrà ampiamente motivare l’applicazione del valore accertato.

 

Cecina, 2 marzo 2016

Federico Giardini

Dottore Commercialista

Revisore Legale