TRIBUTARIO-PENALE

Cassazione Penale, sentenza n. 36734 del 3 settembre 2014
Infedele dichiarazione della società rappresentata dal professionista

Il commercialista chiamato a rispondere, in concorso con il cliente, del reato di emissione di fatture per operazioni inesistenti, in qualità di istigatore della condotta, concorre altresì nel reato di falsa dichiarazione se è anche legale rappresentate della medesima società.

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Corte di cassazione Penale del 23.09.2014, sentenza n. 38695
Lo scudo fiscale non salva dal sequestro

Lo scudo fiscale non mette al riparo le società commerciali da contestazioni penali. La Corte di cassazione, con la sentenza n. 38695 della Terza sezione penale, ha rigettato il ricorso presentato dalla difesa di una società di leasing contro l’ordinanza del tribunale di Bolzano che aveva confermato il provvedimento di sequestro di somme di denaro dai conti correnti societari. Il reato oggetto del procedimento era quello di evasione fiscale realizzato attraverso una complessa operazione di noleggio di autoveicoli. Tra i motivi fatti valere dalla difesa c’era l’avere aderito allo scudo fiscale (decreto legge n. 78 del 2009, convertito dalla legge n. 102), fatto che avrebbe portato alla non punibilità della condotta.
La Cassazione, però, ha respinto la tesi difensiva precisando, innanzitutto, che l’esenzione prevista dallo scudo fiscale riguarda solo condotte che riguardano le somme che dall’estero rientrano in Italia e non invece condotte che sono distinte e diverse e che non riguardano importi oggetto del beneficio.
Inoltre, la causa di non punibilità non comprende le società commerciali, ma solo le persone fisiche, gli enti non commerciali, le società semplici e le associazioni equiparate. A questo proposito, merita ricordare che, con una circolare 43/E del 2009, l’agenzia delle Entrate ha dato un’interpretazione diversa, ampliando l’area di applicabilità della sanatoria anche alle società commerciali a condizione che l’attività di emersione sia stata effettuata dal suo “dominus” e cioè da colui che ha l’effettivo controllo della società stessa. Si tratta però di una disposizione che ha valore per i soli effetti tributari e contenuta in un atto che non ha natura di legge.

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Corte di Cassazione, Sez. III pen., sentenza 24/06/2014, n. 27449
Utilizzabilità del pvc nel processo penale quale prova documentale

Il processo verbale di constatazione redatto dalla Guardia di finanza, in quanto atto amministrativo extraprocessuale, costituisce prova documentale; tuttavia, qualora emergano indizi di reato, occorre raccogliere le fonti di prova secondo le modalità stabilite dal codice di procedura penale in attuazione di quanto previsto dall’art. 220 disposizioni attuative, altrimenti la parte del documento redatta successivamente a detta emersione non può assumere efficacia probatoria e, quindi, non è utilizzabile. Nel caso specifico la Corte di Cassazione ha ritenuto non utilizzabili le dichiarazioni dei terzi come prova contro i medesimi che le avevano rilasciate.

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Corte di Cassazione, Sez. VI pen., sentenza 27/08/2014, n. 36182
Sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte

Ai fini del concorso nel reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, è penalmente responsabile anche l’uomo di fiducia del soggetto che ha promosso la condotta delittuosa, in favore del quale questi abbia svolto compiti appunto fiduciari, come l’amministrazione formale di un congruo numero di società del gruppo, la delega ad operare sui relativi conti correnti.

E’ pertanto eseguibile anche nei suoi confronti la confisca per equivalente non del prezzo del reato, ma del profitto (corrispondente nella specie all’ingente debito tributario).

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